Alla fine mi sono deciso…. Metto on-line il post sulla sicurezza della ram…

Allora, passo indietro….. a cosa serve/cos’è la RAM ?

La ram altro non è che quella “cosa” che permette al pc di funzionare…..

Che vuol dire?

Il “cervello” del pc, il microprocessore non è capace di leggere dati da nessun posto ad eccezione della ram…

Cosa vuol dire questo? Bhe, semplice…. se voi prendete un Pc e gli togliete l’hard disk (dove vengono salvati i dati), il floppy, il lettore cd, la scheda video e la scheda di rete il pc si accenderà lo stesso (si, lo so, è assolutamente inutile una cosa del genere, ma resta il fatto che il pc funziona)….

Se invece voi togliete la ram dal computer questo inizierà ad emettere un biip continuo e stop, nulla di piu….

Cosa vuol dire questo? Semplicemente che la RAM è una delle parti essenziali del pc .

Tornando al discorso di prima…. Tutte le informazioni che usa il µp (microprocessore, da ora in poi µp), devono passare per la ram… Ovvero….

Se sto leggendo un file dal disco, il µp si preoccuperà di dire al disco “sposta il file che sta li in ram”, il disco si preoccuperà di scriverlo in ram e solo ora il µp puo leggerlo ed “usarlo”….

Ora, ammettiamo di usare qualche password, ad esempio per il sistema operativo, per la posta, o magari per un filesystem criptato…. Dove stanno queste password? Bhe, in ram ovviamente….

Ora… la ram per sua costruzione, quando non è alimentata si cancella (viene appunto detta memoria volatile)…ma cosa succederebbe se non cancellasse realmente i dati in essa inseriti?!?!

Bhe, ad uno studio del genere si sono dedicati dei “pazzi” dell’università di Princeton.

Per chi di voi sa l’inglese consiglio VIVAMENTE la lettura sul loro sito

Per chi non lo sà invece faccio un brevissimo riassunto…..

Praticamente sono riusciti ad estrapolare dati dalla ram di un pc anche dopo che questo era stato spento….

Questo vuol dire avere libero accesso alle password che erano salvate in ram…..

La cosa fa veramente paura sopprattutto per i risvolti che potrebbe avere al lato pratico.

Data la gravità della cosa condivido al 100% l’idea dei ricercatori di NON rendere pubblico il codice per effettuare tale tipo di attacco.

Il software non è molto complicato da scrivere, anzi…. ma si da per scontato che una persona che lo scriva non usi poi tale codice per fare danni, ma solo per test personale….

http://citp.princeton.edu/memory/media/ Interessanti alcune foto ed esempi di persistenza della ram.

Appena ho un po di tempo ho intenzione di mettermi a fare qualche test…. per ora ho solo provato una cosa del tipo:

#!/usr/bin/env python

a = ""
while 1: a += "ARGON"

Cosa fa questo programma? Semplicemente riempie la memoria della parola “ARGON”…. quando la ram è satura inzierà a swppare (scrivere nella swap, la memoria virtuale).

A questo punto ho staccato brutalmente la corrente al portatile e tolto la batteria.

Riavviata la macchina ho controllato nella memoria se era presente la parola “ARGON” con il comando

strings /dev/mem | grep "ARGON"

Bhe…. inutile dire che ho riempito 200M di file di testo con la parola ARGON…. su una ram da 300 ……

Ora voglio fare dei test un pò più seri… resta il fatto che la cosa è MOLTO preoccupante a questo punto…

Stefano